Centenario Giacomo Matteotti 16 Giugno 2024

Saluto del Sindaco

16 Giugno 2024
Benvenute a tutte le autorità civili e militari e a tutte le associazioni. Ringrazio gli organizzatori che da sempre si preoccupano che il 10 giugno 1924 venga ricordato e i relatori che interverranno. Un pensiero riconoscente a tutti i componenti del Comitato Provinciale Polesano per le celebrazioni del centenario della morte di Giacomo Matteotti, che dalla sua istituzione il 30 novembre 2021 ha sempre supportato tutte le attività da Conversano, in Puglia, a Peio, in Trentino. Un abbraccio a tutti i familiari dell’On. Matteotti, che oggi sono a Fratta Polesine per questa commemorazione. Ringrazio la dottoressa Maria Lodovica Mutterle, direttrice della casa museo, che coordinerà gli interventi e completerà i saluti nel corso della cerimonia.

Dedico anche un particolare ringraziamento alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, per gli importanti lavori di riallestimento eseguiti nella casa museo, all’Accademia dei Concordi di Rovigo per la costante collaborazione, agli amministratori e ai dipendenti del Comune di Fratta Polesine, che hanno dato molto in tutti questi mesi. E rivolgo un caro, oggi commosso, saluto a tutti i presenti che hanno voluto partecipare alla commemorazione del centenario della morte di Giacomo Matteotti. Credo, infine, doveroso ringraziare le tantissime persone che in ogni parte d’Italia hanno già contribuito a rendere questo giorno ancora più importante. Ma sento il dovere di dire che il primo potente passo sulla via del ricordo lo compirono, proprio in questo luogo, i poveri del 1924, gli umili che rischiavano tutto, con un supremo atto di cuore e di fede, per dare l’ultimo saluto a un uomo che con coraggio assoluto aveva dato la vita per il riconoscimento dei loro diritti. Nessun potere riuscì in quel momento a impedire il pianto attorno alla bara di
Giacomo Matteotti, ma poi i passi sul camino del suo ricordo si fecero più incerti, spesso timorosi, anche impediti dalla vendetta dei dominatori responsabili della sua morte.

L’illusione che il delitto paghi fu sconfitto dalla storia perché i passi delle donne e degli uomini che portavano fiori sulla sua tomba ricordavano la sua idea, gli dicevano che il suo insegnamento era sopravvissuto alla violenza.

Dopo la sofferenza l’Italia si avvio a realizzare tante delle idee proposte da Giacomo Matteotti: Istruzione, libertà, diritti, uno stato più attento al sociale, la nostra Nazione nell’Europa unita. C’è sicuramente ancora molto da fare ma se si osserva serenamente l’Italia di oggi si vede compiuto un importante cammino, garantito da una costituzione che Matteotti ha ispirato. Ma Matteotti ci ha lasciato anche il rigore della politica, quella che non transige e chiede che il bene di tutti sia più rispettato del bene personale. La successiva elaborazione politica del suo pensiero passa in secondo piano davanti al rispetto dei valori assoluti che devono governare una società civile.

Per primo la difesa della libertà che nel mondo è ancora troppo spesso elemento labile e quindi facile a essere travolto dai suoi tanti nemici, per primo l’egoismo. La libertà ha bisogno di solide roccaforti per resistere e Giacomo Matteotti ci sta ancora insegnando a costruirle.

Il giorno 30 maggio 2024 ero a Montecitorio per l’omaggio tributato da parte di tutte le massime cariche dello Stato al discorso di Matteotti in quel fatidico 30 maggio 1924. Osservando i tanti politici presenti ho banalmente pensato, che nessuno di loro davanti a una donna, a un bambino o a qualunque uomo vitti  di qual si voglia ingiustizia o sofferenti per la mancanza dei bisogni più elementari, potessero rimanere indifferenti e avrebbero agito invece forti del loro ruolo di rappresentanti del popolo. Se è così, ho riflettuto, non si comporterebbero molto diversamente da Matteotti che più di 100 anni fa, in tempi lontani e difficili per ragioni economiche sociali e storiche rischiò personalmente per cambiare le condizioni, e questo va sottolineato, di persone che erano cittadini di uno stato che ha fra le sue prerogative l’obbligo di tutelare i più deboli.

E con il popolo italiano forse nacque allora una sorta di tragico silenzioso patto: senza la visione della povertà, in particolare nel suo Polesine, probabilmente Matteotti non avrebbe condotto una battaglia così estrema e senza di lui loro non avrebbero coltivato la speranza del riscatto. A loro ulteriore tutela propose le riforme e non l’avventura di una rivoluzione, dimostrando di rispettare il proprio paese e di odiare le inutili morti che ogni guerra provoca. Ben vengano quindi le iniziative di questo centenario, simili alle tantissime
gocce di una pioggia benefica che porta vita all’ idea della libertà. La storia è sempre fonte di insegnamento ma anche le emozioni portano conoscenza nel cuore degli uomini e per me a volte superano ogni distanza compresa quella del tempo.

Avverto quindi come una certezza che in questo giorno possa essere gradito a Giacomo Matteotti anche il ricordo di quel popolo italiano del 1924, povero e coraggioso, che ci ha insegnato subito a ricordarlo e mi auguro che quelle donne, ragazzi, vecchi assieme a tanti uomini siano a noi di esempio per i prossimi anni e ci aiutino a coltivarne la memoria.

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